Archivi del mese: maggio 2012

Can Cannes #6 – Kubrick ha girato il finto sbarco sulla luna.

Sembra delirante ma ‘Room 237’, documentario su ‘The Shining’ a metà tra una lezione di cinema e una puntata di Voyager, spiega per filo e per segno simboli e messaggi di uno dei film più conosciuti del Maestro, tra cui certe cose su un certo sbarco.

‘The Shining’ è un film sull’olocausto, anzi no, sullo sterminio degli indiani. Ma non era un film horror? Il regista di questo documentario di montaggio dice no, e raduna altri fanatici per una maniacale ma divertita analisi del film. Si procede fotogramma per fotogramma, si zooma in ricerca di dettagli, si sovrappone una copia del film mandato al contrario e si vede che succede, ogni simbolo è setacciato e l’architettura del famoso Hotel è indagata centimetro per centimetro, tappeto per tappeto, in cerca di significati reconditi che sì, sembrano innegabili.
E così troviamo messaggi subliminali sessuali, pellerossa tra lo scatolame, i capelli di Nicholson che diventano i baffi di Hitler, velati insulti a Stephen King (dal cui libro è tratto il film), finestre che non dovrebbero esistere, simbologie arcaiche e infine la teoria più affascinante: la camera 237 è in realta la Moon Room! Il piccolo protagonista vi entra con un maglione raffigurante l’Apollo 11 e come se non bastasse la moquette del pavimento riprende la geometria della base da cui è partito l’Apollo 11. Aggiungendo a questi tantissimi altri dettagli che non ho potuto segnare, la sostanza è che Kubrick ha diretto il finto sbarco sulla luna, e per lavarsi la coscienza ce l’ha (s)velato così.

Sarà vero? Non lo sapremo mai, tuttavia rimane il fatto che questo documentario è da vedere, ed è il classico caso in cui il critico di turno può giocarsi la famigerata espressione “un film pieno d’amore per il Cinema”. Ma qui siamo proprio allo stalking.

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Can Cannes #5 – El Taaib

Film impegnativo alla Quinzaine, la storia di un terrorista algerino pentito che cerca di rifarsi una vita: atmosfere pesanti e un pessimismo di fondo non certo piacevole, ma nel mondo c’è anche questo.

Camera a spalla e pochi giorni di riprese per un film che bada poco alla forma e tanto alla sostanza: la storia di un giovane terrorista pentito che cerca di ricostruirsi la vita lavorando in uno squallido bar ma i cui buoni propositi si scontreranno col bisogno di soldi facili. Bisogno che lo porterà a contattare il farmacista del paese per un’offerta macabra che non possiamo svelare, perchè la sceneggiatura diluisce i pochi dettagli della storia in un ora e mezza di film fatta di attese snervanti e che si concluderà con un lungo, straziante viaggio in auto dove scopriremo la verità. A quel punto il finale è quasi ovvio, ma sconvolge lo stesso.
Gran film, attuale e dal forte messaggio politico di fondo, non certo un film accessibile e purtroppo possiamo scommettere che dopo questo passaggio alla Croisette sparirà dalla circolazione.

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Can Cannes #4 – Jackie Chan

L’idolo del Kung Fu Jackie Chan fa una comparsata a Cannes per presentare un film da lui diretto di trent’anni fa, noi abbiamo il VIDEO.


‘Project A’ è uno di quei film in cui la storia è un accessorio fastidioso, si smette di leggere i sottotitoli (in francese, da originale cinese) abbastanza in fretta e ci si gode un po’ di botte in santa pace, il Jackie Chan regista è molto fantasioso e mette in piedi scene corali di lotta davvero rocambolesche, in alcuni momenti il ritmo delle gag è davvero indiavolato, peccato che la trama piratesca sia davvero troppo intricata e noiosa, ma per fortuna quando stai per dire “ok, me ne vado” qualcuno comincia a picchiare qualcun’altro e ci si riaccomoda sulla sdraio, fermi tutti, ho detto sdraio? Sì a Cannes i film si guardano anche in spiaggia, ma ne parleremo un’altra volta…

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Can Cannes #3 – No di Pablo Larrain

Titolo monosillabico per il terzo capitolo della trilogia di Pablo Larrain, film storico rigoroso alquanto godibile.

‘No’ è la storia vera di una delle campagne pubblicitarie più decisive della storia moderna, quella che ha portato, a sorpresa, a far cadere democraticamente il dittatore cileno Pinochet nel 1988. La frangia dei democratici ha avuto la possibilità di trasmettere, nell’ultimo mese di campagna elettorale, 15 minuti al giorno di trasmissioni per spiegare le proprie tesi ed è qui, sfacciatamente in medias res, che inizia la storia: a dirigere la campagna viene chiamato non un qualche vecchio politicante ma un giovane pubblicitario cresciuto a pane e capitalismo che trasformerà la dura parola ‘NO’ in un urlo di gioia.

Gael Garcia Bernal interpreta il personaggio in maniera davvero stupefacente, barbetta incolta, sguardo profondo e vestito sempre di perfetti maglioncini anni ’80, ma è soprattutto la regia di Larrain a fare un figurone: gira in un formato fieramente paratelevisivo ottantiano a metà tra una puntata di Miami Vice e un film della Troma, ricostruisce ambienti e costumi con precisione spaventosa e mette in bocca ai personaggi dialoghi ficcanti e intelligentissimi, di quelli che ci metti un attimo prima di capire la battuta. La storia di questo lungo e geniale brainstorming scorre che è un piacere, fa ridere in quel suo equilibrio di grandi ideologie impacchettate come se fossero uno spot trash della Saila e fa pensare molto il fatto che la comunicazione del regime non sia troppo diversa da quella di alcuni partiti nostrani [mancava solo di sentire ‘Meno male che Pino c’è’ (chi la capisce è bravo).

Nonostante la presenza di un attore bello e importante, il film difficilmente vedrà il buio delle sale italiane. Speriamo in un’uscita home video, magari in VHS.

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Can Cannes #2 – :-(

Volevo scrivere qualche bella (o brutta) parola sul nuovo film di Michel Gondry ma…

…mi ha atteso il delirio delle grandi occasioni, tutto esaurito nonostante l’anticipo considerevole con cui mi sono presentato in sala, quindi solo delusione e lacrime questa sera, buonanotte.

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Can Cannes #1 – Rise of the dragons

Gustosa anteprima alla Croisette: il film Dreamworks per il prossimo natale è uno spettacolare ‘The Avengers’ in versione fiabesca.

Occhialini e buoni sentimenti all’anteprima delle prime scene pronte (alcune addirittura in una cubista versione non renderizzata) di ‘Rise of the Dragons’ che, come ‘La leggenda degli uomini straordinari’ o ‘The Avengers’, raccoglie il meglio del proprio campo d’azione. In questo caso si parla di eroi dei piccolissimi, ed ecco quindi Babbo Natale, il Coniglietto Pasquale, la Fatina dei Denti e Sandy (io non so chi sia, ma la mia infanzia non fa testo) combattere contro il terribile Uomo Nero, intenzionato a riempire d’incubi le notti di tutti i pargoli… La storia è chiaramente orientata ai bambini ma il doppiaggio (almeno quello originale) e la magniloquente grafica 3d piaceranno anche agli adulti che non credono più a Babbo Natale. A presentare quest’anteprima, il regista Peter Ramsey (quello di ‘Mostri contro Alieni’) e tre delle star che hanno doppiato il film: Alec Baldwin, Chris Pine e Isla Fisher, mentre l’Uomo Nero Jude Law ha marcato visita. Cerchiamo di dormire sonni tranquilli finchè si può.

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