Archivi del mese: aprile 2012

Mortacci tua! – La macchina della morte

Il libro nato dal web che gioca con la morte: racconti per tutti i gusti che morirete dalla voglia di leggere.

Una scoperta sensazionale, incredibile, sconvolgente.
Oramai è ovunque, negli ospedali, nei negozi, nei centri commerciali.
Bastano la maggiore età, pochi soldi e qualche goccia di sangue.

Siamo in un futuro non troppo lontano dove è stato scoperto un macchinario piuttosto insolito. Un apparecchio dall’aspetto assolutamente anonimo è in grado, tramite un piccolo prelievo di sangue dal polpastrello di stampare sopra un piccolo foglio di carta bianco la causa della tua morte.
Non ti dice quando ma solo come, il che non è sempre chiaro; infatti oltre a responsi classici come “cancro”, “infarto” o “suicidio”, si possono avere esiti curiosi come “amore ad nauseam”, “non facendo ciao con la mano ma annegando”, “sfinimento da sesso con una minorenne” o “ucciso da Daniel”.
Come nasce questa antologia piuttosto insolita? Il tirannosauro protagonista di Dinosaur Comics, fumetto online creato dall’americano Ryan North, afferma in una vignetta di voler scrivere il miglior racconto di tutti i tempi, ambientato “in un mondo in cui tutti sanno come moriranno” grazie all’invenzione della Macchina della Morte. Da qui centinaia di blogger hanno iniziato a suggerire svariate ipotesi sull’utilizzo e sui responsi della Macchina e North ha invitato i lettori a scrivere liberamente dei racconti aventi come premessa l’esistenza della Macchina. Dei 675 racconti scritti da diversi autori, alcuni professionisti e altri no, Ryan North, insieme a Matthew Bennardo e a David Malki, ne hanno selezionati 30 e pubblicati in una raccolta dal titolo: “LA MACCHINA DELLA MORTE, Notizie da un mondo in cui le persone sanno di che morte morire”. (Casa Editrice Guanda, pp.560, 19 euro)

E vien da chiedersi: se un giorno avessimo la possibilità di sapere di che morte morire?
Come cambierebbe la nostra vita?
Come cambierebbe il mondo in cui viviamo?
Meglio sapere…
…o non sapere?

I Racconti accontentano il palato di tutti: angoscianti, divertenti, grotteschi, strappalacrime, alcuni lunghe decine di pagine, altri meno di una riga.
Nonostante l’argomento possa essere considerato un po’ pesante la voluminosa raccolta è altamente digeribile anche al lettore più intollerante, la morte non è mai stata così stimolante.
Una raccolta da mettere sul comodino, in cartella oppure sul termosifone dal bagno di casa vostra, racconti per ogni momento della giornata e per ogni occasione (sconsigliati i funerali!).

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Multisala(d)#4: Pirati! Briganti da strapazzo

Offritevi di portare al cinema la vostra sorellina frignona o un cuginetto dispettoso, oltre che dall’ammirazione dei parenti sarete ripagati da un gran bel film.

E se la vostra sorellina seienne pensa già ai pettorali di Edward Cullen, basterà qualche amico che si adatta, un po’ come abbiam fatto noi di mezzopieno: quattro ultraventenni senza prole in una sala colma di bambini che urlano e lanciano pop-corn.
Il fatto è che qui non si parla di un ‘cartone animato’ qualsiasi, ma dell’ultima fatica della Aardman (Wallace e Gromit? Galline in fuga? Vi dicono niente?) la casa di produzione che prende inanimata plastilina e anima le più bislacche fantasie dei suoi autori, e se non vi sembra bislacco un film dove un pirata pasticcione e la sua singolare ciurma vengono inseguiti dal cuore solitario Charles Darwin perchè il corpulento pappagallo della nave è in realtà un rarissimo dodo, fondamentale per la ricerca scientifica ma anche per la tavola della -anch’essa- corpulenta regina, beh, avete un senso del bislacco molto ricercato.
Si parlava di plastilina: chissà se i bambini che lanciano i pop-corn, ubriachi di computer grafica, sanno cosa voglia dire animare dei personaggi di pongo, quanto tempo occorra per far muovere gli infiniti riccioli della barba di Capitan Pirata, o per girare rocambolesche scene d’azione che richiedono 25 (se non più) foto per ogni secondo di video; e qui lo stile Aardman trionfa: magniloquente steampunk, la scimmia muta che parla coi cartelli, microgag disseminate per lo schermo, citazioni (nel finale viene citato il film proiettato a poche sale di distanza, caso o arguta programmazione?), occhioni sgranati, simpatici animali in pericolo, umorismo inglese e, per la prima volta in un film Aardman, qualche tocco di discreta computer grafica negli sfondi, che permette al film di prendere il largo, da Londra ai sette mari, senza perdere quel tocco artigianale che è il vero e proprio marchio di fabbrica di questi pazzi.
Si parlava del film nella sala accanto, quello che probabilmente avrebbero voluto vedere le mamme dei bambini che urlano in sala, beh, mamme e papà sono quelli che hanno riso di più in sala, perchè la storia piace ai bambini, ma lo stile comico del film regala momenti di umorismo piuttosto raffinato che probabilmente il bambino non capisce regalando risate a denti stretti anche ai genitori col senso del bislacco piuttosto ricercato come quando Capitan Pirata rimembra con un amico quell’avventura in Madagascar: “Chi l’avrebbe mai detto che non erano donne?” dice il capitano prima che ci vengano mostrati i due amici intenti ad offrir da bere a due lemuri.
In definitiva: ammutinate la visione di Titanic 3D e andate all’arrembaggio di questo filmone per bambini e bambinoni, che merita d’esser visto su grande schermo prima che quei filibustieri che gestiscono i cinema sotterrino questa pellicola in un forziere sperduto in qualche isola tropicale.

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