Archivi del mese: febbraio 2012

ALESSANDRO D’AVENIA, IL PROF CHE NON SI ACCONTENTA

Contattato dall’MP TEAM e invitato ad intervenire sulla nostra paginetta, magari semplicemente dandoci l’approvazione per un articolo scritto da noi su di lui, il famoso scrittore Alessandro D’Avenia risponde cosí:

“Grazie mille per la proposta e per aver pensato a me. Ne sono lusingato. Mi piacerebbe molto dare un contributo al vostro blog, che mi sembra davvero interessante. Potete saccheggiare il mio blog (www.profduepuntozero.it, ndr) e prendere qualche spunto da lì. Grazie ancora e in bocca al lupo per il blog e per i vostri progetti”
Un caro saluto
Alessandro

Poche persone al mondo potrebbero parlare di Alessandro D’Avenia con passione, sentimento e reale coinvolgimento. Una di queste é la giovane lozzese Gloria Martignoni, da sempre fan del professore palermitano, del quale conosce ogni piú intimo segreto, eccetto forse la posizione di alcuni tatuaggi..!

ALESSANDRO D’AVENIA, IL PROF CHE NON SI ACCONTENTA
di Gloria Martignoni

Quella storia deve piombare da fuori, come quando accade che i libri ci scelgano e gli autori diventano amici a cui vorremo telefonare alla fine della lettura per chiedere loro come fanno a conoscere o dove hanno sentito la nostra storia. Quella storia è uno specchio che ti sorprende a esclamare:questa è la mia,questo sono io,ma non avevo le parole per dirlo. E forse scopri di non essere solo, definitivamente solo”. (Cose che nessuno sa, pag.141). Non è però necessario arrivare fin qui per avere il desiderio di prendere in mano il telefono e chiamarlo. Io avrei voluto farlo una sera di metà ottobre quando, tornando da un incontro con gli adolescenti, mia cugina di 16 anni mi disse: ”Sto leggendo un libro che mi sta lasciando senza parole, appena finisco te lo presto! Si intitola “Bianca come il latte rossa come il sangue”, l’autore è Alessandro D’Avenia”. Ecco, proprio in quell’istante, capii che doveva trattarsi di una storia speciale scritta da una persona altrettanto speciale se un’adolescente ne parlava con così tanta enfasi . Qualche settimana dopo ne ebbi la conferma.
Così, dopo l’uscita del secondo libro “Cose che nessuno sa”, mi ritrovai a leggere i romanzi in un fiato per sapere come andavano a finire le vite dei protagonisti e poi a rileggerli di nuovo per cogliere quella parola,quella frase che ti costringeva a staccare il pensiero dalla routine quotidiana, fatta di tutto e di niente, e a guardarti dentro per trovare una risposta alle provocazioni ricevute.
Leo, Beatrice, Margherita e Giulio sono ragazzi come tanti che combattono giorno dopo giorno con un corpo che cambia, con uno spirito che esplode e con adulti non sempre all’altezza delle loro aspettative; ma loro sanno andare al di là della semplice realtà che li circonda, vogliono capire e cambiare ciò che non gli piace, non si arrendono all’evidenza ma, rimanendo sempre loro stessi, riescono a lasciare il segno nella loro vita e in quelle di coloro che li circondano.
Leo infatti ha il coraggio di sconfiggere il bianco, colore che lui associa al dolore, all’ignoto e gioire e disperarsi quando il rosso dell’amore per Beatrice sconvolge la sua quotidianità. Soffre, spera e combatte quando la malattia di Beatrice sembra essere la fine di tutto quanto aveva sognato. Lui però che ha in sé la forza di un leone, trova il modo di rinascere e di credere ancora nel futuro.
Margherita, la protagonista del secondo romanzo, “Cose che nessuno sa”, si scontra invece con un padre che abbandona lei e la sua famiglia in un momento in cui già troppe novità rendono inquieta la sua fragile vita. L’estate oramai è alle spalle, il Liceo Classico incombe! Margherita, che in latino significa perla, ha paura di incominciare il liceo, si chiede se sarà all’altezza, se i compagni saranno simpatici, se sarà mai qualcuno… ma tra tutti questi dubbi che oscurano la sua mente e il suo cuore c’è una luce: il padre. Un padre fino a quel momento presente e del quale lei non può fare a meno.
I consigli della mamma e di nonna Teresa, fino a quel momento colonne portanti della sua vita, lasciano il posto a quelli di Giulio, il ragazzo più misterioso della scuola con il quale affronterà il viaggio per riportare a casa il padre.

Gloria Martignoni, per gli amici Sglo, nella sua tipica posizione da riflessione su Alessandro D'Avenia

Questi due romanzi nascono dalla penna o dalla tastiera… per meglio dire… dalla mente e soprattutto dal cuore di Alessandro D’Avenia , laureato e dottorato in Lettere Classiche, insegnante di lettere al liceo e sceneggiatore.
Dopo aver assistito alla presentazione di “Cose che nessuno sa” a Milano e aver letto e ascoltato molte sue interviste, mi piace definirlo “il prof che non si accontenta”.
Non si accontenta infatti di varcare la porta dell’aula ogni mattina per spiegare la lezione, interrogare gli studenti e compilare un registro di nomi; per lui gli alunni non sono nomi ma vite.
Non si accontenta solo di svolgere tutti gli argomenti del programma didattico con serietà e rigore per ricevere il suo compenso in denaro; il suo stipendio sono le vite degli alunni.
Non si accontenta di essere il professore solo tra le mura scolastiche: molto spesso basta prendere un gelato con un alunno in difficoltà per capirlo e poterlo aiutare al meglio.
Egli ritiene infatti che le vite dei suoi alunni siano dei doni che gli sono state affidate e il suo compito è quello di metterle in cammino, non di cambiarle, ma aiutarle a trovare la loro vocazione.
Ognuno è nato per seguire la sua strada e l’adolescenza è il momento giusto per porsi le domande fondamentali e trovare con le guide giuste le risposte.
Rimasi colpita da una frase che pronunciò durante il suo intervento al Sermig di Torino: ”Funziona a scuola quando noi insegnanti portiamo in classe i nostri amori, non i nostri umori”. Questo è quello che fa Alessandro D’Avenia… porta in classe i suoi amori e li condivide con gli alunni per i quali lui è al servizio e, con i suoi romanzi, rende anche noi lettori partecipi del suo amore per le bellezze che la vita ci riserva.

Ed ecco le prime parole di Alessandro una volta letto in anteprima l’articolo:
Grazie mille per l’articolo. “Il Prof che non si accontenta”..Bello, mi piace!
Approvato a pieni voti 😉
Un caro saluto

Grazie Alessandro e soprattutto grazie Gloria per il tuo lavoro! Speriamo di leggerti ancora qui su mezzopieno!

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19 febbraio 2012 · 18:42