Archivi del mese: novembre 2011

MULTISALA(d)#1: I Soliti idioti – il film

La sua comicità ‘particolare’ dividerà la critica più o meno professionale, noi, schifosamente bipartisan, pubblichiamo una recensione entusiasta e una indignata, e voi da che parte state?

Prof. dott. Mario Serioso: E’ incredibile che a questo sketch televisivo allungato venga data la dignità di ‘film’: la regia è inesistente, la fotografia paratelesiva, per non parlare della sceneggiatura inesistente, e per quanto non sia contro le parolacce al cinema (e in nessun altro posto), la volgarità di Ruggero de Ceglie è gratuita e finisce per non far ridere. Non sto neanche a spiegare la trama perchè è davvero inutile e dopo dieci minuti si poteva capire dove sarebbe andata a parare, ci troviamo di fronte a un road-movie banale e dagli ancor più banali risvolti demenziali,la cui anima sono gag stupide e sfibranti, senza la minima concezione del tempo comico, viste e riviste; per non parlare di tre sottotrame ancora più stupide e inutili (messe lì per fare minutaggio) e del finale che è un insulto al buon senso della scrittura cinematografica. Sono contrario a Megavideo e al download illegale, ma in questo caso lo consiglio, volete proprio vedere questo film? Non spendeteci mezzo euro, scaricatelo.

Kevin “Scannagalli” Brambilla: Un film da vedere al cinema, con tanti amici con cui esultare ad ogni “Dai Cazzo!” di Ruggero (e sono tanti); perchè loro se ne fregano di tutto, e si presentano al cinema facendo ridere come solo loro sanno, fregandosene di tutti i tromboni del metodo Stanislansky e del cinema come Arte, e poi questa storia trasuda Italia da ogni poro, la “smutandissima” da portarsi a letto come trofeo, gli insulti al volante che diventano casi diplomatici, i moralisti che si scandalizzano dell’impressionante numero di stranieri che vanno a scuola con il figlio (“Non sapevo che nostro figlio andasse a scuola a Lampedusa!”), la ribellione di Gianluca e l’incredibile momento di tenerezza che sarà capace di regalarci papà De Ceglie… E l’ho già detto che si ride tanto? Gag a raffica, forse per godersele bisogna aver meno di trent’anni, ma chissene. Ho voglia di rivederlo, me lo scaricherò.

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